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Pushkar: la perla del Rajasthan dove il mio cuore si è innamorato dell’India

Pushkar è una perla tra le città del Rajasthan. Un luogo mistico e spirituale del quale mi sono innamorata al primo incontro.

Si dice che il lago sacro attorno al quale nasce Pushkar sia nato grazie a un petalo di fiore di loto caduto dalle mani di Brahma durante una lotta contro il demone Vajra Nabh.

Brahma è una delle divinità supreme che compongono la Trimutri insieme a Vishnu e Shiva, ed è a loro che gli induisti riconducono la creazione, conservazione e distruzione del mondo.

La sacralità di questa vicenda e di questo luogo si respirano nell’aria varcando le soglie di Pushkar.

Il paese, si sviluppa in un lungo bazar intorno al lago, al quale si accede grazie a 52 ghat destinati alle abluzioni dei fedeli.

Le acque del lago sono sacre, e hanno un potere purificatorio per i credenti che qui si bagnano la sera al tramonto.

Ci si accede solo scalzi, e non si possono scattare fotografie.

Pushkar è meta di pellegrinaggio per i fedeli e il misticismo di questo luogo è percepibile anche per chi come me arriva per curiosità. 

 

Cosa vedere a Pushkar

Il lago sacro e i templi

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Camminando intorno al lago sacro di Pushkar non solo incontrerai moltissimi fedeli che si recano alle sue sponde per la puja (la preghiera), ma anche molti sadhu , gli asceti induisti. 

Il tempio di Brahma (si trova in centro città ed è il più visitato dai turisti), ma anche quelli di Saraswati e di Varah meritano una visita.

Viaggiando in India ti accorgerai presto che è decisamente impossibile riuscire a visitare tutti i templi!

 

La fiera dei cammelli

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Kartika Purnima è la famigerata fiera dei cammelli che si svolge tra Ottobre e Novembre.

Un evento spettacolare dove le strade della piccola cittadina si animano di danze, preghiere e balli con fiumi di pellegrini e viaggiatori. 

 

A Pushkar il mio cuore si è innamorato dell’India

Forse perché si tratta di un piccolo paese, dove ci si muove a piedi e le strade divengono memorie familiari dopo poche ore, o perché qui manca il traffico estenuante dei motorini e clacson indiani,

ma quando ci si arriva, circondati dalle altissime e verdi colline che fermano lontano il resto del mondo, ci si sente pervasi da una calma mistica, da una pacificazione dell’anima.

 

Qui conosco Suri e gli altri ragazzi che gestiscono la sua guest house, e mi sento a casa fin dal primo momento di conversazione.

Il rapporto con i locali è finalmente genuino, di confronto e di amicizia, anche se non mancano di tanto in tanto momenti di insistenza da parte di chi tenta di vendere qualcosa. 

Per la prima volta durante il mio viaggio in India, al momento di lasciare Pushkar mi sento pervasa da un senso di malinconia pensando che molto probabilmente non tornerò mai più in questo luogo nella mia vita.

 

Nell’immagine degli uomini che al tramonto pregano di fronte ai loro carretti della frutta, prima di distendervisi accanto a dormire, o in quella dei fedeli, che si inginocchiano per baciare i gradini di marmo bianco che conducono al lago, il mio cuore si innamora dell’India.

 

 

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