Gratificazione istantanea: come gestirla per aumentare la felicità nella tua attività digitale

che cosa è un brand

Yogi | consulente di comunicazione | nomade digitale

Sviluppo idee creative per aiutare brand e destinazioni a trovare clienti grazie a contenuti web mentre gestisco male la mia dipendenza da viaggi e caffeina.

Ho riflettuto molto sul concetto di gratificazione istantanea e su come, coltivare aspettative irrealistiche abbia un effetto distruttivo sulla nostra vita e, chiaramente, sul nostro business digitale. 

Occupandomi di marketing per aziende e altri freelance, ma soprattutto, trovandomi a gestire l’andamento e lo sviluppo della mio stesso business online, posso affermare che la gratificazione istantanea è il motivo principale alla base del fallimento di nuove attività.

Che cos’è la gratificazione istantanea

Per gratificazione istantanea si intende il desiderio di provare piacere immediatamente, senza ritardi o rinvii. 

In altre parole, si tratta di volere tutto e subito.

La definisco una trappola perché a fronte della ricerca del piacere nell’immediato si finisce per sacrificare un appagamento molto più grande che richiede più tempo per essere ottenuto.

Esempi di gratificazione istantanea

L’esempio classico e ben noto a chi come me, e probabilmente come te, lavora online o utilizza con frequenza il cellulare, è la pratica di controllare in modo spasmodico le notifiche sul telefono anziché concentrarsi sul lavoro. 

A fronte di un piacere immediato, come leggere quel commento positivo che ci hanno lasciato, ne viene compromesso uno molto più grande che è dato dal finire di lavorare presto e guadagnare tempo libero da poter dedicare a qualsiasi altra attività.

Pensando al marketing online invece, la trappola della gratificazione istantanea va a braccetto con l’ossessiva comparazione del nostro percorso con quello degli altri.

Anche in questo caso, porta alla crescita di frustrazione e all’incapacità di analizzare ciò che accade con senso critico e lucidità.

L’esempio più banale è proprio quello di chi avvia la prima campagna di social media marketing, si aspetta un boom di crescita nei primi tre o sei mesi di lavoro online e vive ogni giorno con frustrazione e invidia verso chi sembra ottenere risultati migliori. 

Tutto questo senza tenere minimamente di conto delle differenze oggettive nelle due situazioni.

(da quanto tempo sta lavorando il nostro competitor? quante risorse ha a disposizione rispetto a noi? e via dicendo)

Chiaramente, alimentare il bisogno di appagare la gratificazione istantanea, ci porta a mollare la presa su progetti importanti e di grande valore che richiedono un maggiore investimento di tempo e energie per fiorire. 

Per essere felice devi fare ciò che non ti piace

Per uscire da questo circolo vizioso serve consapevolezza e autocontrollo. 

In altre parole, bisogna allenarsi a mettere in pratica il ritardo della gratificazione, cioè resistere agli impulsi che la nostra mente ci invia solo per ottenere un piacere immediato ma effimero. 

Smettere di guardare il cellulare appena svegli per aumentare il nostro livello di concentrazione a lavoro e terminare prima i nostri compiti della mattinata, ne è un esempio banale. 

Evitare di acquistare follower per coltivare invece una strategia di marketing di lungo periodo che porta a farci conoscere da persone realmente interessate alla nostra offerta, ne è un altro.

Ti consiglio di ascoltare questo breve Ted talk di John Davidson.

Parla di come il successo sia inevitabilmente collegato alla necessità di fare cose che non ci piacciono nel primo momento:

Restando nel mondo della comunicazione digitale, pensa ai risultati che potresti ottenere se tu impiegassi il tuo tempo e la tua creatività nella realizzazione di nuovi contenuti per la tua audience.

Quanto saresti capace di realizzare?

Come ne gioverebbe il tuo stato d’animo?

Gratificazione istantanea, false aspettative e infelicità

Tempo fa, andando più in profondità su questa questione, ho riflettuto sul legame nefasto tra false aspettative e infelicità fino a riflettere su un concetto di vitale importanza: 

il bisogno di proteggere la nostra fragilità e il suo diritto di esistere.

Infatti c’è un legame tra comunicazione digitale, gratificazione immediata e fragilità.

Ecco le mie considerazioni: 

1. L’idea che la fragilità, emotiva o fisica che sia, non sia un tratto ammissibile è la prima causa della nostra incapacità di agire in molti contesti, anche in quelli legati al lavoro. 

In altre parole, se fosse ammesso mostrarsi fragili lo sarebbe anche mettere in luce le nostre emozioni e il senso di frustrazione per un progetto non andato in porto, un lavoro che si rivela un buco nell’acqua o una campagna di marketing alla quale non risponde nessuno.

Ma nella società delle performance, dove regna la retorica del successo, si parla solo di prendersi momenti di pausa per essere più produttivi, raramente, se non mai, si sottolinea l’importanza di ammettere la fragilità di per sé come qualcosa da proteggere

Ne parlavo anche in questo post su Instagram tempo fa:

vai al post

Così, la paura di mostrarsi fragili insieme all’idea di dover sempre ottenere tutto e subito, ci impedisce di agire, di mostrarci umani e peggio ancora, ci rende infelici. 

2. La fragilità è un tratto molto importante di ognuno di noi, al punto che, nel pianificare la nostra vita, dovremmo tenerne di conto e usarla come unità di misura per la definizione delle nostre aspettative. 

In pratica, fingere di non avere insicurezze, paure o momenti in cui abbiamo necessità di tirare il freno, significa aspettarsi risultati irraggiungibili in un tempo ridicolosamente ristretto. 

E qui mi allaccio all’ultima considerazione. 

3. Pensare di ottenere tutto subito, o in poco tempo, è deleterio. 

Per alcuni questa idea si traduce nello scegliere di non far niente, proprio perché anche solo l’idea di impegnarsi in qualcosa fa troppa paura. 

Per altri si traduce in una costante senzazione di inadeguatezza, perchè nella vita, non esiste modo di avere tutto e subito, per nessuno.

Come essere felice nel business e nella vita

La risposta è fin troppo semplice, il fatto è che lo dimentichiamo sempre: per essere felici dobbiamo imparare a dare valore a ciò che abbiamo e misurare le nostre aspettative con la realtà.

Se ci dessimo il giusto tempo per analizzare l’importanza di ciò che otteniamo, potremmo godere di grandissime soddisfazioni nella vita e nel lavoro e vivremmo con maggiore serenità.

Hai mai pensato al concetto di gratificazione ritardata?

Silvi

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

SILVIA

Yogi, consulente di comunicazione, nomade digitale.

Sviluppo idee creative per aiutare brand e destinazioni a trovare clienti grazie a contenuti web mentre gestisco male la mia dipendenza da viaggi e caffeina.

Formazione 1:1 & consulenze

Il mio più grande obiettivo è aiutarti a far crescere il tuo progetto, passarti la mia competenza e farti procedere in autonomia. Lavoriamo insieme!

Guide & Workbook

Per freelance che devono avviare il loro progetto digitale da zero, proprio come ho fatto io. Le trovi qui!