Come superare la paura di esporsi e lavorare online essendo sé stessi

che cosa è un brand

Yogi | consulente di comunicazione | nomade digitale

Sviluppo idee creative per aiutare brand e destinazioni a trovare clienti grazie a contenuti web mentre gestisco male la mia dipendenza da viaggi e caffeina.

Oggi parliamo di uno dei più diffusi pregiudizi sulla comunicazione digitale, ovvero che non si possa lavorare online essendo sé stessi, ma che serva omologarsi agli standard.

“vorrei aprire il mio canale Instagram ma ho paura di snaturarmi”

“vorrei usare imparare a promuovere la mia attività online ma non sono digital”

“ho paura che la gente mi dica che faccio l’influencer”

Queste sono solo alcune delle frasi più comuni che sento arrivare dai miei clienti in consulenza e che riguardano la paura di esporsi in rete.

Io sono Silvia, copywriter, content strategist freelance e nomade digitale.

Oggi voglio snocciolare con te questo argomento fino all’osso.

Rimani con me fino alla fine per capire come liberarti della paura di esporti e portare le potenzialità del tuo lavoro alle stelle!

Se preferisci, puoi ascoltare questo articolo nell’episodio dedicato all’interno del mio podcast Lingua Digitale.

Lavorare online essendo sé stessi: perchè abbiamo paura di esporci?

 lavorare online essendo sé stessi

Il primo passo fare per capire come iniziare a usare i social media in modo sereno è comprendere le ragioni alla base della paura di esporsi.

La paura di esporsi online può derivare da diverse motivazioni che hanno a che fare con la paura del giudizio esterno ma anche con quella del fallimento

Infatti, senza ombra di dubbio, portare il proprio lavoro su internet richiede una importante dose di visibilità. 

Che non significa rendere pubblico ogni aspetto della propria vita privata, ma che implica comunque esporsi in favore delle proprie idee, promuovendo la propria attività e quindi dimostrarsi anche pronti a ricevere critiche e pareri contrari al nostro, oppure semplicemente rendere pubblico il nostro insuccesso.

Da cosa nasce la paura di esporsi (non solo sui social media)

A un livello più superficiale possiamo pensare che la paura di stare online, quella di fare storie parlate su Instagram o di aprire un canale Tik Tok, nascano dalla concezione negativa che abbiamo circa l’uso dei social media. 

Per molti, nonostante gli innumerevoli casi di successo di aziende che hanno avuto un altissimo impatto grazie (anche) alla loro presenza digitale, i social rimangono un terreno di superficialità fatto di selfie e persone che “guadagnano senza far niente”

Senza nemmeno dover sottolineare l’infondatezza di queste argomentazioni,

siamo proprio sicuri che la paura di metterci la faccia e di stare online nasca dal sentirsi superiori rispetto allo strumento? 

Io credo che abbia radici più profonde. 

Quali sono i veri limiti che ci impediscono di essere autentici online?

 lavorare online essendo sé stessi

Non siamo pronti a ricevere pareri discordanti

Esporsi significa prima di tutto credere abbastanza nelle nostre argomentazioni tanto da accettare di doverle difendere, o anche meglio, doverle mettere in discussione, grazie al confronto con pareri diversi dal nostro. 

Questo è già un motivo valido per rimanere in silenzio.

D’altra parte, è anche vero che di confronto umano sui social media può essercene davvero poco.

I commenti di certi utenti sono veri e propri insulti anziché espressione moderata di opinioni divergenti. La maggior parte di noi a una certa pensa “ma chi me lo fa fare?” 

E credimi, io stessa l’ho pensato più d’una volta, ma davvero vogliamo farci limitare da questo se possiamo usare i social media per diffondere idee e progetti di valore? 

Dai un’occhiata a questo post che sicuramente ti aiuterà a cambiare idea.  Contiene alcuni dei commenti peggiori che abbia mai ricevuto e assolutamente fuori luogo.

Abbiamo paura di rimanere inosservati

Se da una parte c’è la paura del confronto negativo, dall’altra c’è quella dell’indifferenza

Circondati da aziende e content creator con un largo seguito, la maggior parte dei neo liberi professionisti o aspiranti tali ha il timore di passare completamente inosservato

C’è un’ottima notizia a riguardo.

Se è vero che esporsi significa anche confrontarsi con l’idea per cui nessuno abbia la minima intenzione di starci a sentire, lo è altrettanto rendersi conto che per ogni argomento da divulgare esiste un pubblico interessato pronto a fare domande. 

Certo serve un po’ di tempo, la partecipazione va stimolata e non arriverà automaticamente la prima volta in cui pubblicherai un post su Instagram, ma è proprio grazie all’esposizione costante che otterrai anche il coinvolgimento del pubblico. 

Paura di non essere all’altezza 

La paura di esporsi infine, fonda le sue radici nel confronto con gli altri e nella ricerca di perfezionismo. In poche parole, siamo troppo severi con noi stessi. 

Il giudice interiore.  (Per lui non ne facciamo mai una buona). 

Quando lavoro alla identità di brand dei miei clienti scopro sempre storie e talenti straordinari ma nessuno di loro sembra riconoscerli. 

Il giudice interno è spietato. Non ci sentiamo mai abbastanza, stentiamo a riconoscere il nostro valore, abbiamo la percezione che il resto del mondo faccia sempre meglio di noi e questo insieme di percezioni negative finisce per atterrarci e impedirci di crescere. 

Come risolvere tutto questo? 

La mia umile risposta è con una buona dose di realismo e lavorando sulla propria autostima. 

Lavorare online essendo e valorizzando sé stessi è possibile se siamo i primi a credere nel valore di ciò che facciamo.

Come si supera la paura di esporsi allora?

Ho scritto che serve una buona dose di realismo perché è proprio così. 

Rendersi conto che partire da zero è normale, che avere numeri bassi agli inizi rientra perfettamente nei canoni e che per vedere risultati servono tempo e investimenti, aiuta tantissimo ad approcciarsi al proprio lavoro con concretezza, e quindi, di riflesso, a trovare la motivazione che serve per continuare. 

Quando usiamo un approccio realistico nell’analizzare i nostri risultati riusciamo finalmente a sollevare anche la nostra autostima and, guess what? 

con maggiore autostima il peso del giudizio se ne va e il pensiero di doversi snaturare per stare online non bussa neanche alla porta.

Essere sé stessi online: tre consigli pratici per superare la paura di esporsi

Ecco una serie di piccoli consigli che mi sento di darti.

1.Costruisci la tua presenza digitale in modo graduale

Per superare la paura di esporsi è utile procedere per gradi. 

Inizia con piccoli passi, come la creazione di un profilo professionale su LinkedIn o la partecipazione a gruppi di discussione tematici. Man mano che acquisirai fiducia, potrai ampliare la tua presenza online e condividere il tuo lavoro in modo più ampio.

2.Lasciati aiutare da un professionista e lavora al tuo personal brand

Lo sguardo esterno è preziosissimo per imparare a valorizzare il proprio lavoro. Grazie a un lavoro mirato di branding e all’aiuto nella creazione di una strategia di content marketing volta a valorizzare la tua professionalità otterrai risultati straordinari in termini di fiducia e autostima.

3.Circondati di professionisti con cui lavorare

La solitudine del lavoro digitale amplifica ogni insicurezza. 

La soluzione è creare un team a distanza e confrontarsi con altri professionisti. La mia vita da nomade digitale è cambiata drasticamente in meglio da quando ho creato una rete di persone fidate. Ci confrontiamo, ci aiutiamo e ne usciamo più forti anche se viviamo a migliaia di chilometri di distanza.

Per iniziare puoi cercare gruppi di lavoro o associazioni professionali online. Oppure partecipare ad eventi dedicati al lavoro e al networking. 

L’importante è passare all’azione. Niente è più utile che agire per superare la paura di qualsiasi cosa.

In conclusione: bisogna snaturarsi oppure lavorare online essendo sé stessi è possibile?

social media senza snaturarsi

La mia risposta è marcatamente no. 

Anzi, per stare online bisogna fare l’opposto:

rimarcare la nostra unicità, dare voce alle proprie idee e non temere di divergere. 

Sono proprio le opinioni più polarizzate che ottengono maggiore consenso e supporto, (non solo online). 

Con questo non voglio dire che sia necessario abbracciare visioni estreme, ma neanche temere di dire la nostra e risplendere. 

Il mio consiglio è quindi quello di procedere per gradi, avere fiducia nel tuo progetto e non lasciarti schiacciare dal confronto con l’esterno.

Lavorare online essendo sé stessi è la chiave di successo e non appena romperai il ghiaccio riuscirai anche a liberarti della paura di esporti.

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SILVIA

Yogi, consulente di comunicazione, nomade digitale.

Sviluppo idee creative per aiutare brand e destinazioni a trovare clienti grazie a contenuti web mentre gestisco male la mia dipendenza da viaggi e caffeina.